GlobConsult.it

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Notice
  • Direttiva e-privacy

    Questo sito web utilizza i cookies per migliorare l'esperienza degli utenti.

    Leggi di piu'

E-mail Stampa PDF

ALBO GESTORI AMBIENTALI

IL RESPONSABILE TECNICO


UNA FIGURA PROFESSIONALE FONDAMENTALE....

(articolo pubblicato dalla GEVA edizioni)

Ulteriori approfondimenti sulla figura del Respondabile tescnico nella gestione dei rifiuti sono reperibili in questo articolo, anch'esso datato ma ancora attuale.

La nomina e la conseguente presenza della figura professionale del Responsabile tecnico all'interno delle Imprese di gestione ambientale è condizione indispensabile e dunque meritevole di attenta e puntuale attenzione legislativa. Eppure ancora oggi poco convince dell'intervento legislativo a riguardo.

Nel 2006, cioè quindici anni dopo la prima introduzione della figura del responsabile tecnico, il Legislatore ha emanato un Testo Unico Ambientale - D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 - ed in esso non ha ritenuto né necessario né opportuno o semplicemente utile tornare nuovamente sulla figura del Responsabile tecnico per dare completezza o anche solo maggior chiarezza alla disciplina che lo riguarda. Il Legislatore, nel suo ultimo intervento in materia ambientale, si è limitato a dei meri richiami indiretti e "di passaggio" al Responsabile tecnico li dove ha invece riaffrontato ed ancora - qui sì - rivisitato la normativa inerente l'Albo nazionale gestori ambientali; più precisamente, il Legislatore si è limitato ad esonerare "le imprese che esercitano la raccolta e il trasporto dei propri rifiuti non pericolosi come attività ordinaria e regolare nonché le imprese che trasportano i propri rifiuti pericolosi in quantità che non eccedano trenta chilogrammi al giorno o trenta litri al giorno" dall'obbligo di prestare garanzie finanziare di cui al comma 7 della medesima disposizione nonché dall'obbligo di nominare il responsabile quale condizione per l'iscrizione all'Albo nazionale gestori ambientali, iscrizione per ottenere la quale è per tali soggetti sufficiente una semplice richiesta scritta alla sezione dell'Albo regionale territorialmente competente non soggetta a valutazione relativa a capacità finanziaria e a idoneità tecnica (art. 212, comma 8, D.Lgs. n.152/2006).

Un mero, isolato richiamo indiretto - e nulla più - ad una figura nelle ipotesi su enunciate non imposta, non richiesta, "bypassata"; non una riforma, non un'integrazione, non un intervento modificativo, interpretativo o anche solo esplicativo che la possa riguardare. Il Legislatore si è così dichiarato ampiamente soddisfatto della precedente normativa in materia di Responsabile tecnico implicitamente confermandola.

La realtà ci dice ben altro ... Specializzato, altamente competente, necessariamente dotato di capacità tecniche, il Responsabile tecnico potrebbe essere tutto e niente all'interno di untAzienda, capo e inserviente, esperto e incompetente, oggettivamente responsabile di ciò che soggettivamente non ha commesso. Il ruolo del Responsabile tecnico dovrebbe essere oggi quello di verificare la correttezza delle procedure della gestione dei rifiuti, I'adeguamento tecnico alle migliori tecnologie disponibili, la funzionalità dei mezzi utilizzati, la corretta formazione del personale alle operazioni di gestione dei rifiuti.

Dovrebbe quindi egli avere capacità tecniche, organizzative, manageriali, formative. Dovrebbe insomma essere un pluri-laureato spaziante in più discipline tra loro distinte e spesso divergenti. Eppure può essere sufficiente un diploma di scuola media inferiore - pur se adeguatamente integrato con formazione ad hoc ed esperienza - per poter svolgere la mansione di Responsabile tecnico.

La normativa vigente non fa alcuna discriminazione - perlomeno in via generale - fra i diversi tipi di diploma o di laurea così come per la partecipazione ai corsi di formazione è sufficiente aver frequentato la scuola dell'obbligo. Si può verificare che, per alcune categorie e classi di iscrizione, la laurea (magari proprio quella in ingegneria ambientale) venga equiparata all'attestato conseguito dal diplomato dopo aver partecipato ad un corso di formazione della durata di sole 56 ore; questo vuol dire che un diplomato può essere ritenuto qualificato quanto - se non più - di un laureato: la differenza sta tutta, quindi, nel corso di formazione e nell'esperienza maturata. Già, l'esperienza maturata, altra contraddizione da risolvere ...

Ai fini dell'iscrizione prevista per le diverse categorie e classi di attività, l'esperienza richiesta al Responsabile tecnico è quella acquisita come titolare di Impresa operante nel settore di attività per la quale si chiede l'iscrizione (come Responsabile tecnico o direttore tecnico di attività per la quale si chiede l'iscrizione, o come dirigente tecnico con responsabilità inerenti il settore di attività per le quali si chiede l'iscrizione. Perfetto, chiarissimo! Ma se per quel settore di attività nella quale opera l'Impresa dalla quale si vuole essere nominati Responsabile tecnico 'anelato ruolo' rappresenta una "novità", mai previsto ne inserito prima nell'organigramma aziendale, che si fa? Manca l'esperienza e, stando alla legge, non la si può neanche fare, essendo privi di uno dei requisiti base. Per il momento non si sa come uscire da questo ed altri circoli viziosi ...

[Alessandra TUCCI- Nicola G. GRILLO]

You are here: Articoli sul Responsabile Tecnico Responsabile tecnico, una figura professionale fondamentale