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Sicurezza sul lavoro - Corsi di aggiornamento per lavoratori

Sicurezza sul lavoro - Corsi di aggiornamento per lavoratori

 

Il prossimo 11 gennaio 2013 scade il termine per completare da parte delle aziende i corsi di aggiornamento per i lavoratori in materia di sicurezza sul lavoro.

 

L’Accordo Conferenza Stato Regioni del 21 dicembre 2011, pubblicato nella G.U. il giorno 11 gennaio 2012, disciplina i contenuti e le modalità di formazione per lavoratori, dirigenti e preposti e stabilisce che l’obbligo di aggiornamento per lavoratori e preposti, per i quali la formazione sia stata erogata da più di cinque anni dalla data di pubblicazione dell’Accordo, dovrà essere ottemperato entro 12 mesi.

L’aggiornamento dovrà avere durata diversa per tutti i lavoratori, in base al macro-settore di appartenza e ai livelli di rischio dell’attività (basso, medio, alto).


L’Accordo prevede che nei corsi di aggiornamento non dovranno essere riprodotti argomenti e contenuti già affrontati nei corsi base, ma dovranno essere trattate tematiche che potranno riguardare:
• Approfondimenti giuridico normativi

• Aggiornamenti tecnici sui rischi ai quali sono esposti i lavoratori

• Aggiornamenti sulla organizzazione e gestione della sicurezza in azienda

• Fonti di rischio e relative misure di prevenzione.

 

I corsi possono essere tenuti in site (presso l'azienda) oppure tramite le associazioni datoriali.

 

Si ricorda infine che parte dell’aggiornamento potrà avvenire utilizzando anche la modalità di apprendimento e-learning

Accordi Stato-Regione - Formazione RSPP/Lavoratori

Accordi Stato-Regione - Formazione RSPP/Lavoratori Sono stati pubblicati gli Accordi Stato-Regione sulla Gazzetta Ufficiale n. 8 dell’11 gennaio 2012.


Tali accordi individuano le modalità di formazione dei lavoratori/dirigenti/preposti e dei datori di lavoro (RSPP) che pertanto entrano in vigore.

Attività di autodemolizione - modifiche D.Lgs. 209/03

Attività di autodemolizione - modifiche D.Lgs. 209/03

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 1  del 2 gennaio 2012 è stata pubblicata la Legge 15 dicembre 2011 n. 217  recante “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge Comunitaria 2010”

All’interno dell’art. 23 sono presenti modifiche al D.Lgs. n. 209/2003.

Viene previsto quanto segue:
“ Le imprese esercenti attività di autoriparazione, di cui alla legge 5 febbraio 1992 n. 122, possono consegnare consegnano ove ciò sia tecnicamente fattibile, i pezzi usati allo stato di rifiuto derivanti dalle riparazioni dei veicoli, ad eccezione di quelli per cui è previsto dalla legge un consorzio obbligatorio di raccolta, ai seguenti soggetti:

a) direttamente ad un centro di raccolta di cui al comma 3, qualora iscritti all'Albo nazionale dei gestori ambientali;

b) ad un operatore autorizzato alla raccolta ed al trasporto dei rifiuti perché provveda al loro trasporto ad un centro di raccolta di cui al comma 3.”

In pratica viene disposto l’obbligo di consegna a un centro di raccolta, facente parte della rete di auto demolitori che i produttori di autoveicoli devono strutturare.

Per centro di trattamento, ai sensi del D.Lgs. n. 209/2003, si intende “impianto autorizzato ai sensi degli articoli 27, 28 o 33 del decreto legislativo n. 22 del 1997 presso il quale sono effettuate tutte o alcune delle attività di trattamento di cui alla lettera f)”
Per centro di raccolta si intende: impianto di trattamento di cui alla  lettera o), autorizzato ai sensi degli articoli 27 e 28 del decreto legislativo n. 22 del 1997, che effettua almeno le operazioni relative alla messa in sicurezza ed alla demolizione del veicolo fuori uso”.

Decreto Legislativo 121/2011

Decreto Legislativo 121/2011Il Decreto Legislativo 121/2011 estende la responsabilità amministrativa a diverse fattispecie di reati ambientali previste dal D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale).

Vengono coinvolti il patrimonio degli enti e gli interessi dei soci, finora esenti dalle conseguenze dei reati commessi da amministratori e/o dipendenti.

I reati legati alla gestione dei rifiuti diventano anche illeciti amministrativi, e si applicheranno alle persone giuridiche sanzioni pecuniarie determinate in quote che variano da Euro 258,00 a Euro 1549,00.

Sono previste anche le sanzioni che comprendono  l’interdizione dall'esercizio dell'attività, la  sospensione o la revoca delle autorizzazioni,  delle licenze o  delle concessioni funzionali alla commissione dell'illecito, il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio, l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi, il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

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